domenica 30 luglio 2006

olandesi, TROPPO avanti!



Gli olandesi, sempre davanti a tutti, i primi a lasciarci fumare “il pino” in locali pubblici in Europa, i primi a riconoscere i matrimoni gay, e poi? Che propongono? Il partito dei pedofili!! Loro, gli evoluti!
Ma che vogliono sti qua? Leggesi “…abbassare l’età consentita per avere rapporti sessuali da 16 a 12 anni e legalizzare i rapporti sessuali con animali. Tipo, Amsterdam anno 2010 discussione tra due pedo/zoolofici:
“..e come sta la bambina? Continui a “riempirla” di giocattoli?” “No, abbiamo rotto, continuava a scalciare e facevo una fatica boia, ora mi son messo con un più mansueto San Bernardo” (!!!)

12 anni. Io a 12 anni ammiravo le gesta del classico teppistello delle medie: vendere talleri (cioccolatini ricoperti di carta stagnola generalmente a forma di medaglia) a 5.- anziché 2.- per poi investire i ricavati in scoppiettanti sarasette, a quelle cose la non ci pensavo neanche. Le tipe a 12 anni? Non so, penso leggevano la mitica posta del cioè farcita di domande sessuali a dir poco demenziali. Tipo “..ma se bacio il mio ragazzo resto incinta?”. 12 anni. Chi di voi raccoglierebbe una striminzita mela acerba piuttosto che una succosa mela matura? I pedofili! Ma una volta non dovevano nascondersi? Ora d’improvviso ci sbattono in faccia un partito di 12000 (!!!gulp!!!) iscritti. Cos’è successo? Ma voi immaginatemi e ditemi: siete di fronte ad un edificio dove si stà svolgendo una seduta del partito pedo/zoolofico olandese. Che fareste? Potrebbe tornare in voga il linciaggio! Non è ammissibile che qualcuno chieda di potersi fare una 12enne e qualsiasi animale ritenga opportuno. E un cane come fa a dimostrare che è consenziente? Abbaia più forte del solito?
Tutto questo non è tollerabile, non lo è stato e non deve esserlo mai. Ma la morale e l’etica sono andate in vacanza pure loro?

Sarcasticamente sull’onda del partito pedo/zoolofico olandese propongo nuovi partiti olandesi:

1. Partito pedofobico olandese: Hai paura di tuo figlio? Votaci e se saremo eletti sarà possibile venderlo a organ-traffic.com. Polmoni a 12000 euro e reni in buono stato a 8000. Ti sbarazzi del temuto pargolo e ci guadagni pure!
2. Partito biofilo olandese: Vuoi sposare il tanto amato larice che hai in giardino? Vota biofili olandesi e poi sarà possibile mettersi anche con la più esile delle margherite.
3. Partito olandese pro cartoni animati: Vuoi metterti con Bambi, Lisa Simpson o nonna papera? Votaci e in Olanda anche questo sarà permesso. Lisa Simpson è già all’asta online, affrettati a fare la tua offerta!
4. Partito incestuoso olandese: Tua sorella è molto di più di una sorella per te? Eleggici e potrai regolarmente sposarla ed avere una folta prole. Probabilmente i tuoi figli non saranno candidati al Nobel ma chi se ne frega, sono poi solo bambini, cazzi loro!
5. Partito storicofobico olandese: La storia ti spaventa? Non ti aggrada? Votaci e la riscriviamo. Da Giulio Cesare da Rotterdam a Gesù Cristo da Nassau. Dallo sbarco degli olandesi in Normandia, a Neil van Armstrong, il primo uomo sulla luna.
6. Partito sanitario alternativo olandese: Tutta la tua famiglia si è improvvisamente buscata il raffreddore? La causa è una sola: delle streghe si aggirano per il nostro paese lanciando malefici e ungendo i pomelli delle porte.Votaci e torneremo a bruciarle vive sulla pubblica piazza, come ai bei vecchi tempi.
7. Aspetto le vostre proposte....

Pensateci gente

syd779

venerdì 28 luglio 2006

Chapeau



La seguente lettera é stata spedita alla redazione di Ticino7

Egregia signora Pietrogiovanna,
le scrivo in merito all’articolo da lei scritto e pubblicato su Ticino7 numero 29 del luglio 2006 intitolato “I Muse, confusi e infelici”.

Prima di tutto le cose “pollice su”. La ringrazio per la scelta dell’album da recensire, da buon rocker mi felicito che si parli di gruppi di questo genere. Difatti nel pentolone della televisione spadronazzano incontrastate canzoni senza spina dorsale, per intenderci le canzoni che le ragazzine fanno a gara a mettere come suoneria del proprio cellulare. Certo, sono una bella fetta del mercato e in estate la gente ha bisogno di canzonette spensierate, ma malgrado questo lei va magicamente a (ri)scovare i Muse. Chapeau.

Pollice versus: Detto limpidamente senza girare in giro alla torta, lei conclude l’articolo affermando che De André cantava “dal letame nascono i fiori” sperando in un futuro lavoro migliore dei Muse. Ebbene secondo me il letame i Muse l’hanno sparso nel loro lavoro precedente e “Black holes & revelations” è il fiorellone che ci è cresciuto sopra. L’ho trovato intrigante fin dal primo ascolto; osano i Muse, e bravi Muse, una ventata di aria fresca in quest’estate torrida ci voleva proprio! Chapeau. Chapeau perché proporre un album che probabilmente manderà in apnea buona parte dei fans (ma che ne porterà di nuovi, ne sono convinto) è per me un gesto di tutto rispetto e merita ammirazione. I Muse si preoccupano perciò di sperimentare ed evolvere più che alle aspettative dei fans. Parentesi: se fossi il leader di un gruppo e dovessi scrivere dei brani per accontentare gli “afezionados” li farei scrivere direttamente da loro.
Per me dunque si tratta di evoluzione mentre lei parlerebbe di involuzione, una cosa è certa, i Muse si son dati una mossa.

Il contenuto dell’album: È vero, l’album è pregno di stili e suoni di natura extra rock apparentemente incompatibili tra loro ma a mio avviso i Muse riescono ad amalgamare il tutto più che degnamente. Essi succhiano per poi risputarci positivamente in faccia sonorità e ritmi pescati qua e la e il retrogusto che lasciano è profondamente accattivante.

Riguardo alla voce in falsetto di Bellamy che “…stanca già sin dalla prima strofa…” Le ricordo un certo B. Corgan che aveva una voce sfiancantissima secondo i più ma malgrado ciò i Smashing pumpkins sono vivi più che mai nelle nostre memorie, e pensare che il gruppo sia megamorto da tempo...

Ecco, ho finito, volevo darle la mia impressione sull’ultima fatica del terzetto inglese. Non so fino a che punto potrà fregargliene ma era una cosa che sentivo il bisogno di farle sapere.
Spero presto di rileggere sue nuove recensioni (penso pure che lei porti fortuna dato che “Black holes & revelations” sta vendendo alla grande), magari di qualche altro gruppetto rock che si sta facendo faticosamente spazio in questa giungla di hip hop, tuz-tuzzame e superdive famose più che altro per la maniera in cui esibiscono il loro sedere.

Con stima

Syd779

mercoledì 12 luglio 2006

Tribute to Barrett 2



Si é spento venerdi scorso Roger Keith Barrett, che per oscuri motivi era chiamato Syd. La sua seppur breve carriera é stata costellata da un'inizio più che promettente per poi svanire altrettanto rapidamente nei fumi delle droghe allucinogene. Dato che é il mio artista preferito di sempre ho deciso di fargli un piccolo tributo e di rendere note le tappe più importanti della sua vita.

Syd é uno studente di architettura, studia a Cambridge, e proprio in questo ambiente conosce Rick, Roger e Nick, i 4 hanno una passione in comune: la musica. Forse questi nomi non vi diranno ancora niente ma sappiate che stò semplicemente parlando della nascita dei pink floyd (curiosità: il nome pink floyd nasce dalla comunione dei nomi di due bluesman particolarmente amati da Barrett, Pink Anderson e Floyd Council).

I pink floyd dunque si conoscono nella Cambridge universitaria ma sbocciano artisticamente nella Londra psichedelica. Siamo a metà degli anni 60. All'inizio suonano negli innumerevoli club sparsi per tutta Londra (in particolare all’UFO e al Marquees) ma il vero successo arriva con il loro primo singolo, “Arnold Layne” del 1966(testo e musica di Barrett). La canzone parla di un ragazzo (Arnold o chi per esso) che andava di nascosto a rubare la biancheria intima delle studentesse stesa ad asciugare. La canzone viene persino censurata dalla BBC ciò malgrado il successo é grande e i Pink Floyd iniziano a farsi conoscere, segue un'altro singolo di altrettanto successo: “see Emily play” (Barrett). Le basi per una carriera da star sono così gettate. Di li a poco difatti (1967) si ritrovano negli studi per il loro primo album, alla porta a fianco i Beatles stanno completando quella pietra miliare di "Sgt. Peppers lonely hearts club band". I Beatles vanno a far visita ai Pink durante le registrazioni e commentano come favoloso il lavoro di Barrett & co. "The piper of the gates of dawn" (frase copiata da Syd da un libro di storie per bambini) difatti é un'album stupendo, (stupendo per me insomma che amo la musica psichedelica) e riscuote un gran successo. Barrett ,che é anche pittore, non si limita a scrivere tutte le canzoni tranne una (alcune scritte con gli altri componenti della band) ma disegna anche il retro dell'album Alcune canzoni sono caratterizzate da parti cantate alternate a lunghi intermezzi strumentali dove i floyd divagano nella psichedelia più pura, altre invece sono canzoncine trainate da un’infantile cantilena. Tutto bene sembrerebbe e invece….

….e invece a questo punto, per la prima volta, menziono l’altro Syd, quello che poi si porterà allo sgretolamento e alla devastazione, e il tutto accade velocemente come velocemente lo stesso Barrett è salito agli onori.
Waters, Mason e Wright sono soliti a bere boccali di birra e si limitano a fumare qualche spinello. Barrett invece non riesce a resistere nel provare le “nuove” droghe. Siamo nell’epoca dell’LSD e Barrett a pari di molti coetanei sperimenta gli allucinogeni su se stesso. Gli effetti sono devastanti (vedi lo stesso Barrett nel filmato tribute to barrett 1) e anche nel gruppo se ne sentono le conseguenze. Barrett si presenta sempre meno spesso, e quando si presente ha un comportamento incostante. Sul palco poi ha atteggiamenti del tutto anomali: ama sbriciolarsi sulla testa le sue tanto amate pastiglie di Mandrax con la logica conseguenza che con il calore causato dai riflettori lo stesso impasto gli coli inevitabilmente sul viso durante lo show.
A volte poi suona in continuazione un unico accordo fino ad arrivare al punto che un tecnico viene incaricato di staccargli la chitarra quando questo avviene. Syd è cambiato, i Pink floyd sono in pericolo e gli altri componenti della band per salvare il gruppo assumono un nuovo chitarrista, un certo David Gilmour.

Proprio in questo periodo (1968) iniziano le registrazioni del secondo album dei pink “A soucerful of secrets”. Barrett compare in due canzoni e un paio di aneddoti rendono bene l’idea dello stato dello stesso musicista in quel periodo. Barrett suona una scheletrica chitarra in “remember a day” di Wright e scrive la canzone che chiude l’album “Jugband blues” In questa canzone è prevista la partecipazione di un’orchestrina e quando i componenti della stessa chiedono lumi a Syd su cosa devono suonare egli risponde “è uguale, suonate quello che vi pare”, mandando su tutte le furie gli altri componenti del gruppo. La canzone si chiude con due domande enigmatiche che ben dipingono lo stato psichico di Syd “and what exactly is a dream, and what exactly is a joke”.( e cos’è esattamente un sogno, e cos’è esattamente un o scherzo) Con queste parole Barrett lascia il gruppo, Gilmour lo rimpiazza alla chitarra negli altri brani dell’album. Ci saranno anche un paio di concerti con la formazione a 5 ma la cosa non funziona.

Barrett torna di li a poco in studio e inizia le registrazioni del suo primo album da solista: madcap laughs (testamatta ride) i produttori di alcune canzoni sono Waters e Gilmour che quando riescono a ritagliarsi un attimo di tempo accorrono ad aiutare il loro ex collega. La registrazione risulta molto faticosa, Barrett non si presenta regolarmente e quando lo fa continua a cambiare la struttura delle canzoni rendendo il lavoro dei collaboratori snervante ed esasperante.
Alla fine l’album esce (gennaio del 70) e riscuote un buon successo (certo, niente a che vedere col successo dei pink), Barrett può contare però ancora su diversi fans. Una curiosità: per la foto session dell’album si è scelta come “location” l’appartamento di Syd. Per l’occasione Barrett, di punto in bianco, decide di pitturare il pavimento a righe. Quando la sessione inizia la pittura deve ancora finire di asciugare. La ragazza che si vede di spalle in alcune foto altri non è che la sua ragazza eschimese (vedi foto).

In questo periodo Syd continua a cambiare appartamento, va a vivere con gente poco raccomandabile che non lo aiutano di certo ad allontanarsi dal mondo degli allucinogeni, Barrett passa intere giornate chiuso nella sua stanza, rigorosamente al buio questo però non gli impedisce di tornare in studio a registrare il suo secondo e ultimo album da solista “barrett” appunto. Anche il secondo album ha un parto impegnativo, ancora più del primo, ma tra vari rinvii lo stesso infine esce nel novembre del 70 “Barrett” ha un discreto successo, inferiore a “testamatta ride”, personalmente lo trovo migliore del primo.

C’è anche chi prova a riportarlo sul palco, gli vengono affiancati uno sventurato batterista e un altrettanto sventurato bassista, il gruppo si chiama “stars”, ma è di ben corta durata, infatti dopo la prima canzone del loro primo concerto Barret lascia il palco. Il disastro è completo.

Barrett torna infine a vivere con la mamma a Cambridge dove resterà per sempre. Non suona la chitarra, si dedica invece alla sue vere passioni, la pittura e a coltivare il giardino. I fans non demordono e creano un’associazione di apprezzamento ed escono periodicamente con un giornale “terrapin” Uno dell’associazione un giorno riesce ad avvicinarlo e gli rivela l’esistenza del fan club, “non me ne importa nulla” è la risposta di Syd e l’associazione si scioglie.

Nel frattempo i Pink floyd hanno scalato le classifiche e nel 73 escono con “The dark side of the moon” . Si tratta di un concept album (cioè un album che racconta una storia), il tema è quello della follia, i floyd evidentemente non hanno dimenticato il loro primo leader, anzi, anche nell’album successivo “wish you were here” e in quello del 79 “the wall” i riferimenti a syd sono più che evidenti. È lui il “crazy diamone” citato nella celeberrima canzone è lui che “vorrei averti qui”, e difatti gli stessi floyd se lo ritrovano dinanzi durante le registrazioni di “wish you were here” senza però riconoscerlo! Waters :”vedevo quell’uomo grasso rasato nello studio e mi chiedevo chi fosse, quando ho scoperto che era Syd sono scoppiato in lacrime”.

All’inizio degli anni 80 vengono ritrovate vecchie tracce di Barrett negli archivi della BBC. Tra queste c’è “Opel” una canzone voce-chitarra di incredibile desolazione che era andata inspiegabilmente perduta. L’occasione è buona per uscire con un terzo album targato Barrett che si intitola appunto “Opel”. Nell’album vengono inserite altre canzoni scovate qui e la, in alcune si sente addirittura Syd che si ferma, sbuffa, gira la pagina del leggio e continua a suonare.
Barrett è ormai scomparso dalla scena da molto tempo, ha ripreso il suo vero nome di Roger e vive in perfetto isolamento, è schivo con i fans e con i giornalisti, qualche volta lo si vede in bicicletta o a camminare nei paraggi della casa, come detto in precedenza i suoi unici interessi sono la pittura e il giardinaggio. È questo l’uomo che si è spento nella totale tranquillità nella casa materna venerdì scorso.

Oltre a tediare gli amici in rare occasioni ho avuto modo di cadere sul discorso Barrett girando per il nostro Ticino, due episodi però mi sono restati impressi nel cuore.
Il primo episodio mi è successo sul treno, stavo tornando dal carnevale di Bellinzona e addormentatomi ho ratato in pieno la mia fermata. Sono stato svegliato all’altezza di Brunnen da due ragazze vestite da gattino che stavano cantando “the gnome” una canzone di Barrett presente su “The piper at the gates of a Dawn”, che risveglio geniale, ne è valsa la pena addormentarsi sul treno.
Il secondo è molto più recente, risale a due settimane fa: ero al garage music di Castione per una serata rock, e che va a mettermi su il D.J. tra un cambio del gruppo e l’altro? Una cover di “Dark Globe” (the madcap laughs” giudicata da Gilmour la miglior canzone di Barrett), cantata da una soave voce femminile che ancora oggi non so che sia. Che emozione, nessun gruppo che ha suonato quella sera è riuscita a darmi tanto.

È con un velo di tristezza che chiudo questa piccolissima biografia sul personaggio Barrett. Sono triste perché chissà quando sarà la prossima occasione per parlare così ampiamente di lui. Sicuramente domenica Waters a Locarno gli dedicherà qualche canzone.

Ciao Syd e grazie per tutte le emozioni che mi hai trasmesso
Riposa in pace.

Un tuo fan.

Syd779

martedì 11 luglio 2006

Tribute to Barrett 1

lunedì 3 luglio 2006

HOLIDAY
Ogni periodo dell’anno è caratterizzato da domande scontate e banali, sempre una valida alternativa al classico “come stai?” che si pronuncia vedendo un soci. A carnevale chiediamo da che ci si veste (“quest’anno voglio cambiare e vestirmi da diavoletto”, wow! Originalona!), verso la fine dell’anno ci chiediamo dove si passerà la notte dell’ultimo e poi va quasi sempre a finire che si improvvisa il tutto all’ultimo momento e si va a finire nei soliti posti. In questi giorni la domanda di rito è “dove vai in vacanza? Anche qui risposte standard “meeeeega, andiamo a Ricc (Riccione n.d.r.), ci sono un fottio di disco e conosco il boss polacco che gestisce “l’imperial”, non vedo l’ora di smascellarmi”.
Altri ancora fanno vacanze più ricercate, come quei ragazzi un po’ robusti che vanno in quelle vacanze lager dove per tre mesi ti fanno sudare sangue. “azz, son passato da 102 a 100,5 kg in tre settimane, sono sulla giusta strada”. Una settimana dopo probabilmente il prode eroe avrà già riacquistato la mole e messa su dell’altra, ma tant’è. Iin queste vacanze nascono pure i famosi amori impossibili dove gente di Palermo si mette con gente di Vladivostock, e poi al momento dell’addio si soffre ancora di più e ci si mette a mangiare per la disperazione

Ultimo tipo di vacanza che prendo in considerazione è quella che fanno i giovani chierichetti. Per lo più non si tratta di vere e proprie vacanze ma di gite. “era mega bello” mi racconta Sabine “siamo andati alla swiss miniature. Già sul bus cantavamo canzoni accompagnati dalla chitarra di don Angelo sullo stile “se sei felice tu lo sai batti le mani…..”. Alla sera poi ci divertavamo un sacco a guardare Stanlio e Olio, e poi il Maurice (il ribelle del gruppo n.d.r.) beveva i mezzi di coca d’un fiato e faceva dei super rutti, che ridere, mi faceva male la pancia a furia di ridere”. Probabilmente sono ancora quest’ultimi a divertirsi di più, beata spensierata gioventù. Ma i giovani del giorno d’oggi si accontentano ancora di queste cose?

E tu? Che esperienze porti?

ACCESSORI EPICI
X-RAY GLASSES
A chi non è mai capitato di imbattersi in quelle pubblicità di dubbia provenienza stampate su periodici di altrettanta dubbia provenienza? Mi stò riferendo agli occhiali a raggi-x, re incontrastato dell’accessorio xxx. Questi occhiali permetterebbero di vedere le tipe sotto ai vestiti (vedi figura), ma poi sono ancora più magici perché si fermano al livello della lingerie, come se gli stessi avessero un senso del pudore. E se uno è già nudo che vedi? Che domande, hai una tipa nuda davanti e pensi ancora a che vedresti con gli occhiali ai raggi-x? Scricchiolano molto i superpoteri degli occhiali ma questo non ha importanza: il bello stà nel fantasticare per quel lasso di tempo in cui si legge l’articolo, che essi esistano veramente. Se esistessero veramente il mio timore è che ci abitueremmo alla normalità nel vedere tipe e quant’altro in reggiseno, reggicalze e reggitutto insomma, la fantasia verrebbe azzerata e al momento di un’ipotetico spogliarello non sapremmo più apprezzarlo dovutamente; sbadiglieremmo probabilmente talmente siamo abituati a celestiali visioni. Gli occhiali a raggi-x insomma ce li abbiamo sempre, basta immaginare, e questo non costa nulla. Qualcuno ha provato a comandarli?