lunedì 11 settembre 2006

Un vero duro





Mi son chiesto se valeva la pena chinarsi di nuovo sull’increscioso fatto di Bosco Gurin di qualche settimana fa.Che dire ancora? C’è ancora qualcosa da aggiungere? Visto che la domanda mi ronzava in testa da troppo tempo ho deciso di tagliare la testa al toro e di commentare a modo mio. L’obiettivo, il solito obiettivo, è quello di far riflettere anche se poi sinceramente davanti a fatti simili è veramente arduo riuscire a dare delle risposte.

Un vero duro

In questa festa in cima alla valle
Stasera mostreremo chi ha veramente le palle
Perché starsene in un capannone di froci
quando fuori ci attendono tante croci?
C’è di più che una bella spinata,
vuoi mettere con una croce fracassata?

Non bevo,
non fumo,
non sputtano,
io profano

Ora si che mi sento un vero maschietto,
quando per i morti non porto rispetto.
E dei parenti chi se ne frega,
la prossima volta porto pure la motosega.
Perché l’orgasmo vero
lo raggiungo solo al cimitero

Non rido,
non piango,
non canto,
io distruggo il campo santo

E voi al capannone bevete e ballate finché dura
Dei vostri morti noi ci prendiamo cura.
Spingi, tira, spingi tira, ma che bello
Più eccitante che uno spinello
Potremmo fargli un’altra bella sorpresa,
potremmo anche dar fuoco alla chiesa

Non grido,
non ballo,
non pogo,
io faccio il rogo

Noi si che sappiamo cos’è il senso della vita
Romper le palle a chi se l’è già assorbita
Siamo grandi e chi ci ha visto
Ora dirà “eccolo la l’anticristo.”
Non chiedeteci però di farlo a quelle dei nostri parenti
Non siamo mica deficienti

Non picchio,
non uccido,
non torturo,
eppure sono un vero duro


Con perplessità
Syd779