giovedì 28 giugno 2007

Let the dogs shit

Mi rendo conto di non poter scrivere tutte le cose che mi passano per la mente, alcune volte mi sento già di aver rasentato il nulla, tanto bla bla per poi non lasciare nessuna impronta. Anche il titolo di questo post non sembra un'argomento che può portare a chissà quale punto di partenza per una discussione ma se c'e una cosa che mi fa girare i meloni da un po' di tempo vuol dire che per me é importante, perciò vengo qua e sputo il rospo.


La questione é assai semplice: posseggo un cane e come tutti i possessori di cani lo porto fuori per espletare. Con me ho sempre gli epici Robi Dog, i sacchetti appositamente preposti per raccogliere i capolavori dei nostri fedeli amici.

Stasera il mio cane ha deciso di mollare la zavorra davanti ad una casa poco lontano dalla mia. Subito si é affacciata una signora alla finestra "ma proprio qui devi farlo cagare?" sbotta, "no guardi signora il mio cane é il campione del mondo nel defecare su comando ma é che adesso é giù d'allenamento" é stata la mia risposta. Poi come faccio sempre ho raccolto le feci coi mitici sacchetti, il Billy stasera l'ha fatta un po' molle e non sono riuscito a ripulire perfettamente il manto stradale, ma quei pochi grammi a quanto pare a qualcuno danno un tremendo fastidio: "Eh ma adesso puzza dovrò buttare un secchio d'acqua" sentenzia la donna, "È un'idea, di difficile realizzazione, ma una buona idea signora" le rispondo.

Ma guarda te, sono uno dei pochi in paese a chinarmi per raccogliere merda e la gente mi ritrova pure da dire! E non é la prima volta che mi capita! Mi vien voglia di non raccogliere più niente, tanto che cambia? Anzi oppure la raccolgo e gliela invio per posta col bigliettino "Ecco volevo accertarmi che lei sappia che raccolgo sempre i bisogni del mio cane".

Mi ricordo quando c'e la stagione della carrozza che scende dal passo, é una carrozza d'epoca trainata da 4 cavalli. Puntualmente, ogni giorno si fermava davanti al ristorante della stazione e tutti e 4 i cavalli defecavano simultaneamente, che organizzazione, degna di una squadra di nuoto sincronizzato. Nessuno della carrozza naturalmente raccoglieva il pesante fardello equino, allora un cameriere si limitava ad uscire con una canna dell'acqua e ripuliva la strada. Stop, finita li, senza bisogno di fracassare tanto i maroni!

Riporto ora il kit dello stretto necessario che dovete tirarvi dietro per pulire adeguatamente la strada e soddisfare le persone più esigenti.


1. I Robi Dog naturalmente, per una prima pulizia, per "tirar su il grosso insomma"


2. Scopa...


3. ...secchio...


4. ...e almeno 5 litri d'acqua, meglio se leggermente frizzante


5. Flacone al gusto di lavanda per togliere il mortale odore


6. Un microscopio per analizzare un campione del suolo ed accertarsi che non sia rimasto nessun pezzettino di merda


7. Dei cioccolatini da offrire alla signora di turno per il grave trauma apportatole

8. A vostra discrezione potete picchiare il cane davanti alla signora urlandogli "Sai benissimo che qui é proibito defecare!!! Chiedi subito scusa alla signora!!!".

Tsk, lasciate che i cani defechino in santa pace, proprio come a voi piace defecare in santa pace.

Buona ...ata a tutti

Syd779

mercoledì 27 giugno 2007

ALCUNE croci rossocrociate: AVS e cassa malati

È la nuova croce elvetica, sgobbiamo una vita per poi non essere sicuri di prenderla, non é l'aviaria o la fidanzatina in Sudamerica ma l'AVS.

Il geniale Pascal Couchepin (Pascalotto) ha già trovato brillanti soluzioni al problema, andare in pensione a 80 anni, oppure il giorno prima in cui intendiamo morire. Spero che il buon Pascalotto dia almeno l'esempio...mi viene in mente la canzone di Ron che vinse San Remo anni fa, propongo una nuova versione (clicca sull' immagine per ingrandire)


Altra piaga sono i premi della cassa malati, prezzi esorbitanti che lievitano col passare del tempo...ma facciamo due calcoli, mettiamo un premio di cassa malati standard: 400.- al mese per 12 mesi = 4800.- all'anno per 45 (mettiamo di pagare i premi fino al giorno che andiamo in pensione, Pascalotto permettendo) = 216.000.- in una vita (!!!).

Ma con tutti questi soldi perché appena pensionati non andiamo a vivere direttamente in ospedale?
Con tutti i soldi che abbiamo pagato alla cassa malati (operazioni e interventi importanti permettendo)per quanto tempo potremmo goderci ostriche e champagne portateci da lussuriose infermierine?
Costo di un giorno all'ospedale: 350.- ne conviene che 216.000.-/350.- = 617 giorni in ospedale = 1,7 anni; e ci restiamo anche se non abbiamo nessuna malattia (facendo le corna) e se poi ci ammaliamo no problem, siamo già nel posto giusto.

Dai Pascalotto, 1,7 anni di AVS da versare in meno al contribuente, scommetto che nemmeno te, da quella vecchia volpe geniale che sei, saresti mai arrivato a tanto!

Ossequi Pascalotto

Tuo umile suddito
Syd779

lunedì 25 giugno 2007

LA SETTIMANA SYDDISTICA




(clicca sulle immagini per ingrandirle)

???........!!!
Syd779

lunedì 18 giugno 2007

Alla scoperta dell'acqua calda

Da qualche tempo vivo con una persona del sesso opposto che oltretutto non é mia parente. Il cambiamento rispetto alla vita che sostenevo prima c'é ma neanche troppo. Ho imparato alcune cose di basilare importanza stando con lei, tipo che i pomodori vanno messi nel frigo e che invece é meglio non mettere le uova nel microonde. Inoltre ora potete chiedermi dove si trova il concentrato di limone (un articolo a caso) in tutti i supermercati da Bellinzona in su e saprò rispondervi.

Altre cose ho poi notato nel vivere con lei, la questione spazio, prima avevo un lavandino, un armadio una tele tutta per me, ora invece tutto é diviso a metà...o insomma é semplicemente diviso. Nessuno me l'ha chiesto ma ho voluto fare ugualmente una piccola analisi degli spazi vitali da noi condivisi, il risultato é il seguente e per piacere ditemi che anche da voi é così.

Il Bagno

Luogo per eccellenza di dominio femminile, infatti....










L'armadio delle scarpe

Dalla pentola alla brace, che altro aggiungere?




Le cose migliorano decisamente in sala..

La sala








NOTA: avrò ancora circa 120 CD in attesa di essere traslocati

Conclusioni affrettate (ma pur sempre conclusioni)

  • Quando di mezzo ci sono questioni come la vellutatezza della pelle o i riflessi dei capelli la donna ha delle conoscenze che noi uomini non possiamo nemmeno immaginare.
  • Pure per le scarpe e le borse (inutile per queste ultime riportare foto di armadi straboccanti e grafici che avrebbero dato un 100% a 0, e ci mancherebbe pure che io abbia una borsetta!!) le donne hanno una passione innata che risale alla notte dei tempi. Pare infatti che già Eva avesse una quantità incredibile di foglie di fico e tormentasse il povero Adamo su quale foglia indossare il sabato sera.
  • L'uomo invece é meno portato alla cura del proprio corpo; uno dei suoi desideri più ardenti é quello di buttarsi sul divano appena rientrato dal lavoro e smanettare con la Playstation fino a mandare le dita in cancrena, potrebbe andare a fuoco la casa ma finché lo stesso non intaccherà la consolle difficilmente si sposterà dal divano.
Questo mio piccolo viaggio si chiude qui, non ho scoperto di certo nulla di nuovo o qualcosa di innovativo, ho solo un sacco di tempo da buttare via

Ampi saluti

Syd779

giovedì 14 giugno 2007

Racconti di un mese di inusuale demenza part III

Settimana IV: My Roots

13.06.07

È mercoledì mattina, sono alla frutta, oggi a mezzogiorno levo le tende dalla pseudo caserma. Visto che il tempo sembra clemente decido di prendermela con comodo per il ritorno. Decido dunque di andare a visitare il mio villaggio d’attinenza che non ho mai visitato e che si trova quasi sulla strada del ritorno: Lütschental.

My Roots

Non ho grandi aspettative riguardo a ciò che troverò in paese, so che non ci sono bettole e non esistono cartoline di Lütschental, azz, ci sono cartoline di Bodio ed esistono bettole persino sotto i ghiacciai, la cosa mi spaventa ed incuriosisce allo stesso tempo.
Entro in paese con la mia Polo e ne esco praticamente subito, il paese è un gruppuscolo di stalle e casette tipiche dell’Oberland.




Posteggio e faccio il giro del paese a piedi, ci metto un attimo ma cerco di scattare qualche foto significativa anche se l’impresa è ardua come si vede dalle immagini che pubblico. Contrariamente a quanto riferitomi da Adrian Zbären esiste una bettola, chiusa di martedì e mercoledì naturalmente. Azz, se ritornerò tra altri 29 anni devo ricordarmi di questo basilare dettaglio.


La bettola incriminata

Sconfortato torno alla macchina e mi rimetto in moto per il Ticino, tra me e me rimugino, la visita non mi ha completamente soddisfatto, mi sono limitato ad osservare la struttura ma non ho indagato sulla storia del luogo. Faccio una inversione a U e vado alla ricerca di qualche abitante per porgli qualche domanda.


La casa comunale e la caserma dei pompieri...




...che fanno poi parte entrambi dello stesso stabile


La new generation di Lütschental


Il parco giochi di Lütschental


Macchina di un tipo di Lütschental

Vedo due donne intente a stendere i panni, mi fermo. Le due sembrano perplesse, una poi si avvicina; le spiego che sono venuto a fare e le mostro la mia carta d’identità. La donna sembra impacciata e non ha idea di cosa raccontarmi, in quel mentre giunge una Harley Davidson, la donna appena la vede la ferma, “chiedi a lui, chiedi a lui, lui è la persona giusta”, sembra ben felice di togliersi la mia ingombrante presenza, pare stia passando la classica patata bollente a qualcun’ altro.

Tipa che stende e papabile miss Lütschental


Il centauro si toglie il casco e gli occhialini scuri, guarda la carta d’identità e poi stupito mi osserva dall’alto al basso. Questo centauro sulla sessantina altri non é che il sindaco di Lütschental: Paul Häsler-Wyss. Mi invita a casa sua.

Paul Häsler-Wyss


Scopro che è l’ultimo Häsler del paese, lo stesso cognome che ho avuto io fino a 18 anni, sicuramente siamo parenti ma non riusciamo a trovare il collegamento nei nostri alberi genealogici.
Gli chiedo qualcosa sul paese, se c’è o c’è stato un Guglielmo Tell locale, gli chiedo che è successo di rilevante dal neolitico fino ad oggi.
Le risposte non sono eccitantissime, l’unico evento degno di nota del paese è il crollo del ponte avvenuto 2 anni or sono a causa delle forti precipitazioni (allegria! clicca qui per vedere le foto dei danni causati dall'alluvione) e di personaggi famosi c’è stato un consigliere nazionale che aveva genitori originari del luogo. È tutto.


Il vero e unico spettacolo di Lütschental, le piante rampicanti che avvolgono la centrale idroelettrica


Quando ero entrato in macchina nel paese mi ero fatto una certa idea del posto: Lütschental è sulla strada che porta alla ben più nota cittadina turistica di Grindenwald, Lütschental è quindi un paese di transito e nessuno caga il paesello, tutti ci passano semplicemente per andare a Grindenwald, un po’come quelli che transitano e ignorano Bellinzona per recarsi al famigerato Motel di Castione.



Main Station


Paul vorrebbe raccontarmi qualcosa in più ma la realtà dei fatti è che non c’e nulla di bello da raccontare, se apre bocca riesce solo a dire cose che mi intristiscono: l’alluvione, il paese che si svuota (oggi 250 abitanti), il sole che sparisce per tre mesi l’anno, l’assenza della posta e di negozi di alimentari presenti fino a pochi anni prima. Improvvisamente inizia a piovere, ringrazio per l’ospitalità e lascio Lütschental in pieno nubifragio.

Malgrado tutte le carenze a Lütschental affondano le mie radici, e non fa niente se non troverò l’ultimo CD dei Queens of the Stone Age o un litro di latte, Lütschental è un paese fermo nel tempo, scarno e povero e a me va bene così

Syd779